Santo Padre Giovanni Paolo II
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Vediamo alcune fasi della lavorazione... In foto i 2 scultori Elena e Gaetano...
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INAUGURAZIONE A RICCIONE
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UN PAPA TRA NOI
Per chi cammina, a Riccione, da via Ceccarini a viale delle Magnolie, da alcuni giorni c’è una sorpresa: una grande statua di papa Giovanni Paolo II, istallata nel nuovo parco a lui intitolato. E’ una statua in pietra leccese, splendente per il suo candore nel rigoglio di fronde, prati e siepi che rendono famosa la città come “la perla verde”.
Viene alla mente la “Pietà Rondanini” di Michelangelo, nella cui incompiutezza è avvertibile tangibilmente il lavoro progressivo, tormentato ed esaltante dell’artista. Dominando dunque un grande blocco di bianca pietra, la scultrice ha ricavato una maestosa figura piena di forza e di slancio: papa Wojtyla che, avvolto in un arioso mantello, con una mano stringe sul cuore il crocifisso e con l’altra sembra additare il mondo intero, verso il quale procedere nell’opera di annuncio della salvezza, di soccorso ai bisogni, di abbraccio pieno di coraggio e di speranza.
Un papa non solo somigliante nelle fattezze, ma soprattutto nell’impeto della figura e del gesto, usciva dal blocco di pietra per dimorare ancora in mezzo al suo popolo. Il mantello, che svolazza come a segnalare la presenza dello Spirito vivificante, si chiude poi sul pastorale collocando il crocifisso vicino al cuore, quasi ad incorporarlo; gli occhi si stringono nel sorriso ma guardano oltre l’orizzonte, sereni e determinati come sempre è stato lui, l’indomabile apostolo di tanti popoli.
Un’insolita presenza - si direbbe - questa statua, nella città delle vacanze e del divertimento, dei negozi alla moda e delle discoteche. Ma cittadini e turisti hanno preso subito a volerle bene: passando, la salutano, qualcuno si fa il segno di croce e persino spedisce un bacio con la mano; chi si siede a conversare lì accanto, ogni tanto si gira a guardarlo nuovamente, col suo braccio benedicente, accogliente e soprattutto proteso ad additare la continuazione del cammino, anzi, del compito. Marina Valmaggi |
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